Il Crematorio di Ponte a Ema, situato a 2 km dall’uscita di Firenze Sud e a 15 minuti dal centro di Firenze, si propone come uno dei più innovativi forni crematori italiani, offrendo una serie di servizi che lo rendono una struttura all’avanguardia ed accogliente.

Realizzato all’interno del Cimitero di San Piero a Ema, il Crematorio nasce con l’intento di offrire un servizio di alta professionalità gestionale (è forse l’unico italiano certificato ISO 9001 per i Sistemi di Gestione della Qualità) nello svolgimento delle cremazioni, valorizzando le richieste delle imprese e facendone una priorità in termini di tempistica e accoglienza. Gli operatori sono impegnati per esaudire, se possibile, ogni richiesta fatta dai familiari, nel rispetto della regolamentazione vigente.

Compatibilmente con l’orario di apertura al pubblico l’impianto è in grado di ridurre i tempi di attesa per la consegna delle ceneri e, nella maggior parte dei casi, poterle riconsegnare in giornata.

Oltre al grande parcheggio dedicato, sono disponibili una Cappella del commiato per l’ultimo saluto dei familiari, una Sala video climatizzata per presenziare ed assistere, attraverso uno schermo LCD, alla cremazione dei propri cari, una Sala d’attesa attrezzata per attendere il ritiro delle ceneri. I locali sono luminosi e accoglienti.

L’impianto dispone di celle frigorifere a temperatura di rispetto (2/4°C) nel caso fosse necessaria la giacenza dei feretri presso il Crematorio in attesa di cremazione. L’utilizzo delle sale, della cappella ed il deposito nelle celle frigorifere è sempre gratuito.

Il nostro codice etico:

TRASPARENZA > L’impianto dispone di una procedura di tracciabilità integrale nel Sistema Qualità che garantisce il controllo completo di tutte le fasi, dalla chiamata delle Onoranze alla restituzione delle ceneri. Anche se non è un requisito di legge, tutti gli inserimenti in cremazione sono videoregistrati e conservati a tutela dei familiari e disponibili per eventuali richieste delle autorità competenti. Le famiglie di persone appena decedute sono libere di presenziare alla cremazione, senza costi aggiuntivi. Per i resti mortali e resti ossei viene fornito su richiesta alle famiglie il file video dell’inserimento, anche in questo caso senza nessun costo aggiuntivo.

QUALITA’ > L’impianto è certificato ISO 9001 – Sistemi di gestione della Qualità dal 2018, tiene traccia di ogni operazione effettuata ed ha elaborato procedure specifiche di accoglienza e di lavoro per garantire la massima tranquillità e professionalità a tutte le famiglie e le Onoranze che richiedono servizi di cremazione. Visualizza il certificato.

RISPETTO > Tutto il personale, sia quello al pubblico che quello operativo all’impianto, è stato scelto per la sua capacità di assistere le famiglie, empatizzare con esse, accompagnarle con rispetto e delicatezza attraverso il difficile momento del lutto. Il rispetto dei familiari e dei defunti, l’importanza umana e sociale del nostro lavoro, sono un pilastro fondante del nostro codice etico.

AMBIENTE E SICUREZZA > La Confraternita di San Piero a Ema, gestore dell’impianto, è estremamente attenta agli scarichi in ambiente per la salvaguardia della salute pubblica. Oltre alle analisi di legge previste dall’ARPAT effettua in proprio con un laboratorio accreditato dallo stesso Ente Regionale per la Protezione Ambientale ulteriori analisi periodiche e garantisce il completo rispetto dei valori di emissione sugli inquinanti, già allineati alle prescrizioni della Regione Toscana che entreranno in vigore il 1° Gennaio 2025. L’impianto si è dotato da diversi anni, primo caso in Italia, di uno Scanner RX per verificare all’interno dei feretri la presenza di elementi pericolosi per la cremazione e per le emissioni (pacemaker, elementi vetrosi o plastici, elementi potenzialmente esplosivi, ecc). Questo a tutela della sicurezza degli operatori oltre che a salvaguardia delle emissioni in ambiente e dell’integrità delle ceneri del defunto. Da alcuni anni, infine, al cimitero è stato installato un impianto fotovoltaico in grado di compensare il fabbisogno energetico del crematorio, evitando così l’immissione in atmosfera di alcuni milioni di Kg di CO2.